venerdì 22 maggio 2020

La scienza nell'arte figurativa #STEP 9

Non è semplice ritrovare il concetto di "scienza", in un senso più stretto del termine, in un' opera figurativa che non sia una delle opere di Leonardo da Vinci.
Una delle sue opere più famose è l' "Uomo Vitruviano", in cui il polivalente artista e scienziato descrive le proporzioni perfette e ideali di un essere umano, che è inscritto in modo perfettamente armonioso in un cerchio e in quadrato, simboleggianti rispettivamente Cielo e Terra.
Da Vinci arriva a questa rappresentazione ideale dell'uomo grazie al suo enorme bagaglio di conoscenze anatomiche, ottiche e geometriche: nella rappresentazione è presente il concetto di sezione aurea, in quanto il rapporto tra lato del quadrato e raggio del cerchio è appunto aureo.
Il titolo di "Uomo Vitruviano" in realtà è stato coniato solo nel '900 e può essere fuorviante: infatti Da Vinci tiene a sottolineare come si sia ispirato a Vitruvio, ma anche che prende una sorta di distanza per quanto riguarda le misure e la proporzionalità del corpo umano.





(Leonardo da Vinci, Uomo Vitruviano, 1490 circa, penna e inchiostro su carta, Venezia  "Gabinetto dei Disegni e delle Stampe" delle Gallerie dell'Accademia di Venezia)

giovedì 21 maggio 2020

Dialoghi di Platone e la scienza #STEP 8

Il filosofo greco Platone, che ha posto le basi per il pensiero filosofico occidentale, ha riposto la quasi totalità del suo pensiero nei "Dialoghi". Il termine deriva dal fatto che il filosofo voleva rimarcare la superiorità della trasmissione e del confronto orale rispetto a quello scritto. 
I Dialoghi, in cui Platone immagina di conversare con un'altra persona, coprono una vastità di argomenti molto ampia. In uno di questi, il "Teeteto", Platone scrive di un dialogo tra Socrate e un giovane filosofo di nome Teeteto e il discorso si sviluppa intorno alla domanda iniziale di Socrate "che cos'è la conoscenza?". 
Teeteto risponde facendo però esempi di scienza, intesa come conoscenze e abilità nei mestieri, quindi per Socrate la risposta non è esaustiva perchè non ottiene un concetto generale di scienza.
La scienza, secondo Socrate e Platone si può fondare solo sulla dottrina delle idee, e non sul sensibile: "non é in queste impressioni sensibili che c' é scienza , bensì nel ragionamento su di esse: infatti, é in questo che é possibile, come pare, toccare l' essere e la verità; in quelle invece é impossibile ".
Il dialogo si conclude, come molti altri, con un nulla di fatto, con l'ammissione da parte di Socrate che nessuna delle definizioni di scienza date nel corso di tutto il dialogo è accettabile .

"SOCRATE: Se comprendere la ragione di una cosa vuol significare conoscere e non solo opinare la differenza sarebbe un avvenimento graditissimo circa la più bella ragione tra quelle che riguardano la conoscenza. Conoscere infatti è afferrare conoscenza. O no? 
TEETETO: Sì . 
SOCRATE: Allora, ovviamente, uno interrogato su che cosa è conoscenza risponderà che è retta opinione con conoscenza di differenza. Aggiunta di ragione infatti sarebbe proprio questo, secondo lui. 
TEETETO: Pare. 
SOCRATE: E sarebbe risposta alquanto sempliciotta, perché, mentre stiamo esaminando che cosa è conoscenza, dovremmo dire che è retta opinione con conoscenza di differenza che di qualunque altra cosa. Dunque non sensazione o Teeteto, né vera opinione, né ragione che si congiunge con vera opinione potrebbe essere conoscenza." 


(un pezzo del dialogo da "Teeteto", http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/PlatoneTeeteto"


ulteriori fonti:

sabato 16 maggio 2020

La scienza nelle opere poetiche #STEP 7

Molti famosi scrittori e poeti hanno costruito le loro opere su sicure fondamenta scientifiche. Ne sono un esempio gli italiani Leopardi e Dante Aligheri e il francese Rimbaud, i quali hanno fatto correre la scienza e la letteratura su una via unica. Lo scrittore Oscar Milosz ha affermato che  si tratta della stessa strada del medesimo "appassionato inseguimento del Reale".  
In Francia nella seconda metà dell'800 nasce il movimento del Naturalismo, nel quale ci si proponeva di indagare la realtà psicologica e sociale ma utilizzando lo stesso approccio delle scienze naturali, piegando il metodo scientifico all'indagine dell'uomo e del suo pensiero.
Un precursore dell'idea scientifica all'interno dell'opera poetica è John Donne, poeta, scrittore e avvocato inglese che nel poemetto "An anatomy of the World" guarda con occhio pessimistico il suo punto di vista naturalistico e cosmologico. Nei versi di Donne si può notare come la nuova teoria eliocentrica di Copernico, contemporanea a lui, ma anche gli studi di Galileo e Keplero abbiano drasticamente cambiato la sua concezione della natura. 
Unitamente alla rivoluzione scientifica che sta vivendo, la morte di una cara amica lo getta in un senso di smarrimento e precarietà che lo portano a comporre questi versi.


Il poemetto di Donne


Fonti:

La scienza nella narrativa #STEP 6

Il concetto di scienza con più ampio significato del termine ci porta a dire che la scienza è il futuro. Se volgiamo però lo sguardo al nostro passato possiamo ritrovare questo concetto pesante e fondamentale all'interno di numerosi scritti, che siano trattati scientifici oppure narrativi. 
Per non utilizzare come campione un testo scientifico, si riporta un esempio della centralità della scienza in uno scritto di Dante Alighieri, "Convivio", in cui il famoso poeta e scrittore parla di cultura e scienza, usando la metafora del simposio, chiarendo che la centralità dell'opera era la filosofia, nei suoi aspetti scientifici, quindi attinente a fisica e metafisica, e in aspetti umanistici come l'etica. 
Dante chiarisce il suo intento nel primo trattato di quest'opera incompiuta: vuole promuovere il suo sapere a chi già è istruito, ma anche a chi non ha potuto dedicarsi agli studi, e per fare ciò utilizza non il latino ma il dialetto volgare in modo da poter essere comprensibile a tutti.
Il letterato italiano Aldo Vallone ha descritto l'opera di Dante come "manifesto di diffusione e democratizzazione della cultura" e come "trattato di scienza laica del mondo moderno"
Ancora una volta è evidente lo stretto legame che si viene a creare tra filosofia, scienza e cultura.

composto tra il 1304 e il 1307 mentre si trova in esilio

Fonti:
https://ladante.it/DanteAlighieri/hochfeiler/dante/convivio.htm
http://www.iuncturae.eu/2017/10/15/il-convivio-di-dante-un-banchetto-di-scienza-e-sapienzae 

La scienza nella pubblicità #STEP 5

Ogni giorno siamo sottoposti a un bombardamento mediatico, sia esso televisivo, radiofonico o cartaceo, che pubblicizza prodotti, progetti e idee. 
Il concetto di scienza è presente non solo nei messaggi pubblicitari, ma all'interno della "pubblicità" stessa. Per arrivare a coprire un target più ampio possibile c'è un vero e proprio studio scientifico: infatti la società "neuro-insight" ha pubblicato uno studio che applica la neuroscienza ai comportamenti del consumatore a cui la pubblicità è diretta, in modo da spiegare come effettivamente fare pubblicità e ottimizzare il contenuto.
 

Molto spesso le pubblicità il cui argomento principale è la scienza, promuovono campagne di sensibilizzazione o fondazioni per raccolte fondi ai fini di ricerca, per combattere quelle malattie che ad oggi sono difficili da curare. In particolare questo manifesto mette a conoscenza il lettore della fondazione "Umberto Veronesi", che promuove la ricerca scientifica per prevenzione ed eroga borse di ricerca per la medicina del futuro.
"La scienza è lo strumento più potente di cui l'umanità dispone per migliorare la qualità e la prospettiva di vita delle persone", Umberto Veronesi.

Fonti:


La scienza nella Mitologia #STEP 4

La spiegazione di alcuni fenomeni naturali nell'antichità è stata legata alla formulazioni di miti, in quanto la tecnologia e la conoscenza a quel tempo non erano in grado di supportare il metodo scientifico, in forma embrionale. Perciò la spiegazione di tali fenomeni era addossata ai miti, leggende, che interpretavano i processi naturali come eventi fantastici e/o divini.
Una branchia di studi molto attuale e in parte ancora sconosciuta è la cosmologia, ovvero lo studio della formazione ed evoluzione dell'universo. Sin dall'antichità il pensiero di sapere come ebbe inizio tutto ha affascinato gli uomini, che volgendo lo sguardo al cielo hanno iniziato a pensare a come e perchè si sia creato l'universo e la Terra.
La creazione del mondo è il tema centrale del "mito pelasgico", un antico mito greco per spiegare la presenza di popolazioni pre-elleniche: protagonista è Eurinome, definita come Dea di tutte le Cose che comparve dal Caos e divise il mare dal cielo; la sua attenzione venne catturata dal Vento del Nord, che la Dea strinse fino a creare il serpente Ofione con cui si accoppiò. In seguito depose l' Uovo Universale, che schiudendosi, ha dato vita a tutte le cose. Successivamente i primi uomini emersero dalla terra e il primo di essi, Pelasgo, insegnò a tutti a costruire capanne, cibarsi e cucire vestiti con le pelli.
Come tutti i miti, il mito pelasgico affida a eventi e personaggi divini la nascita dell'universo e di conseguenza del mondo. Una particolarità di questo mito è che il Creatore è una donna, Eurinome, mentre in buona parte della letteratura e mitologia antica il Creatore è un uomo, Chaos, da cui tutto ebbe inizio.
Eurinome e il serpente Ofione

Origini e storia del termine #STEP 2

La parola "scienza" deriva dal latino scientia, che significa conoscenza. Questa parola aveva il significato di qualsiasi sistematica o esatta formulazione della conoscenza. Di conseguenza la scienza, a quel tempo, aveva lo stesso tipo di significato dato alla filosofia. Nell'antica Grecia il termine corrispondente a quello odierno di "scienza" era episteme, che indicava un sapere stabilito su fondamenta certe, al di sopra di ogni possibilità di dubbio, al quale era conferito un valore sacro, che consentiva di acquisire la saggezza e la sapienza. 
Un fattore che ha contraddistinto l'uomo nel corso della sua storia è stata la curiosità e la voglia di innovarsi per rendere migliore la propria vita e l'ha fatto attraverso la scienza con le prime invenzioni, pertanto la scienza deriva dal bisogno dell'uomo di conoscere ciò che lo circonda, di combattere la paura provocata da un ambiente sconosciuto e ignoto, di dare risposte ai fenomeni che lo rendono in un certo senso impotente e perciò di poterli, se non controllare, almeno prevedere. In questo modo la storia dell'uomo ha identificato due percorsi paralleli che si intrecciano l'un l'altro per poter spiegare gli eventi: scienza e filosofia, mai opposti ma piuttosto complementari. Infatti la scienza spiega con un metodo scientifico i fenomeni naturali, mentre la filosofia della scienza ci dice come si è arrivati a tali spiegazioni, implicando anche il pensiero filosofico dietro alle scoperte scientifiche. Le strade si intrecciano ancora di più quando passiamo dalle scienze naturali alle scienze umane, in cui il metodo scientifico è di difficile applicazione e quindi si è optato per un approccio filosofico a questioni che non si rivolgono più al mondo fisico e alla natura, bensì ai protagonisti e abitanti del mondo fisico, gli uomini, indagati singolarmente e collettivamente come società.